Il 6 novembre 1572, l’astronomo Wolfgang Schulër in Germania osservò una supernova nella costellazione di Cassiopeia, la supernova Tycho, con l’occhio nudo. La sua luminosità era paragonabile a quella di Venere, tanto da essere visibile anche di giorno e confondere gli astronomi dell’epoca, poiché sembrava fosse apparsa una “nuova stella”. L’astronomo danese Tycho Brahe, al quale si accredita la scoperta, pubblicò i suoi studi su “De Stella Nova”, tradotto come “Sulla Nuova Stella”, dando il nome alla supernova. SN 1572 è stata riconosciuta come una supernova di Tipo Ia, prova che le stelle possono esplodere e rinascere. Fino al 1572 la teoria prevalente era che le stelle fossero immutabili, rendendo la scoperta un cambiamento significativo nel pensiero astronomico.
“Questa era la fine del Medioevo in Europa, e queste osservazioni erano una prova importante che i cieli non erano immutabili”, ha affermato l’astronomo Alex Filippenko.
Nonostante si trovasse a 13.000 anni luce dalla Terra, la supernova rimase visibile per circa 16 mesi. Le osservazioni di Brahe hanno permesso agli astronomi di identificare la “firma luminosa” della supernova di Tipo Ia. Attualmente, gli scienziati stanno osservando T Corona Borealis, nota come Blaze Star, in prossimità di un’esplosione di nova.