L’Assemblea dei Soci di AssoSoftware, riunitasi a Milano, ha confermato Pierfrancesco Angeleri alla presidenza dell’associazione per i prossimi quattro anni. Riconfermati anche Mario Pedrazzini e Piermassimo Colombo nelle cariche di vicepresidenti.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sulle prospettive dell’industria del software italiana e sul ruolo degli investimenti digitali nella crescita economica del Paese. Al centro dei lavori, i dati sul valore economico della filiera del software e le prospettive legate alle politiche di incentivo alla digitalizzazione e all’adozione dell’intelligenza artificiale.
Il presidente Angeleri ha espresso soddisfazione per il rinnovo del mandato, sottolineando la continuità necessaria per affrontare le sfide della trasformazione digitale. Nel suo intervento ha indicato come priorità il sostegno alla digitalizzazione, la competitività delle imprese italiane e la valorizzazione del contributo del software alla crescita economica e alla produttività.
Secondo Angeleri, il rinnovo rappresenta «un segnale di continuità indispensabile per affrontare le importanti sfide che ci attendono sul fronte della trasformazione digitale». Ha inoltre ringraziato il Consiglio Direttivo e la struttura operativa di AssoSoftware per la fiducia e il supporto.
Nel corso dell’assemblea sono stati presentati i dati più recenti sul valore del software nell’economia italiana e uno studio sugli effetti della proposta di politica economica denominata “Investo Digitale”, elaborato dall’Università degli Studi di Macerata. L’analisi stima l’impatto di un’eventuale misura di incentivo fiscale dedicata agli investimenti in software e servizi digitali, evidenziando effetti positivi sulla produttività, sulla crescita del PIL e sull’occupazione.
All’assemblea sono intervenuti anche il direttore generale di AssoSoftware Roberto Bellini, Claudio Socci dell’Università degli Studi di Macerata, Valentina Meliciani della Luiss Guido Carli e Raffaello Balocco del Politecnico di Milano, che hanno illustrato i risultati delle rispettive ricerche.
I lavori sono stati aperti da Roberto Bellini e Pierfrancesco Angeleri. Claudio Socci ha presentato un’analisi della produzione del software in Italia, che nel 2023 ha raggiunto circa 78 miliardi di euro, pari all’1,8% del totale delle attività produttive italiane, confermando il settore tra quelli a maggiore intensità di produttività. Il valore aggiunto della filiera del software si attesta a 39,6 miliardi di euro, corrispondente al 2% del valore aggiunto complessivo dell’economia italiana.
Socci ha inoltre illustrato i risultati dello studio “Investo Digitale”, che simula l’introduzione di un contributo pubblico del 60% per tre anni dedicato agli investimenti in software e servizi informatici. Le stime indicano un aumento del PIL dello 0,16% nel primo anno, dello 0,18% nel secondo e dello 0,20% nel terzo anno, con un effetto positivo anche sull’occupazione, stimato rispettivamente nello 0,09%, 0,10% e 0,11%. Il moltiplicatore del PIL previsto raggiunge 1,36 nel terzo anno, con una media di 1,22 nell’intero periodo.
Valentina Meliciani ha illustrato i dati sugli investimenti in software e servizi IT nei principali Paesi europei e negli Stati Uniti, evidenziando il ritardo dell’Italia rispetto agli altri mercati. Gli investimenti in software in Italia si attestano all’1,92% del valore aggiunto, contro il 2,56% della Spagna, il 3,54% degli Stati Uniti e il 5,01% della Francia.
Raffaello Balocco ha presentato i dati dell’Osservatorio Tech Company del Politecnico di Milano, che stimano in 66,7 miliardi di euro il fatturato della filiera del software in Italia nel 2024. Secondo un’indagine condotta su 171 aziende del settore, il 71% delle imprese intervistate ha già adottato soluzioni di intelligenza artificiale nello sviluppo e nell’erogazione del software.
I dati presentati durante l’assemblea confermano il ruolo strategico della filiera del software nell’economia italiana e indicano negli investimenti digitali, nell’adozione dell’intelligenza artificiale e nell’incremento della produttività i temi centrali per la competitività delle imprese e per la crescita del Paese nei prossimi anni.