Nuova luce sul sistema planetario Beta Pictoris, situato a 63 anni luce dalla Terra nella costellazione del Pittore. Un gruppo di ricercatori guidato dall'Università dell'Arizona ha individuato una nube di polveri estesa per diversi miliardi di chilometri al di sopra del piano del disco circumstellare, nota come "coda di gatto" (Cat's Tail), osservata per la prima volta nel 2024 grazie al telescopio spaziale James Webb.
I risultati, pubblicati su The Astrophysical Journal Letters, offrono una nuova interpretazione di questa struttura, che si estende per centinaia di milioni di chilometri e potrebbe rappresentare un elemento chiave nella comprensione del sistema planetario di Beta Pictoris.
La ricerca ha combinato immagini del telescopio spaziale Hubble e dati infrarossi del James Webb con simulazioni al computer, suggerendo che la "coda di gatto" non si presenti come un semplice arco, ma possieda caratteristiche geometriche inattese.
Secondo i ricercatori, la struttura potrebbe essere il risultato di una collisione tra corpi di grandi dimensioni, paragonabili a Plutone, all'interno del disco di detriti che circonda la stella.
"Pensiamo che la 'coda di gatto' sia il risultato di una collisione tra corpi di grandi dimensioni, paragonabili a Plutone", spiega Arin Avsar, ricercatore all'Università dell'Arizona e primo autore dello studio. "Curiosamente, questa struttura era stata osservata in precedenza soltanto con il telescopio spaziale James Webb, sensibile alla luce infrarossa, mentre risultava invisibile a lunghezze d’onda più corte".
Beta Pictoris, la seconda stella più luminosa della costellazione del Pittore, è una stella di tipo A con una massa 1,79 volte quella del Sole e una luminosità circa otto volte superiore. Il sistema planetario che la circonda comprende almeno tre pianeti confermati, β Pic b, β Pic c e β Pic d.
"Pensiamo che finora la 'coda di gatto' sia sfuggita alle nostre osservazioni nella luce visibile a causa della sua composizione", continua Avsar. "È infatti costituita quasi interamente da quello che chiamiamo materiale organico refrattario, composto in gran parte da carbonio. Queste lunghe catene di atomi di carbonio assorbono la luce visibile, rendendo il materiale molto scuro".
Le nuove osservazioni suggeriscono che la struttura abbia caratteristiche geometriche inattese, indicando un'origine inizialmente ritenuta proveniente dal disco di detriti che circonda la stella e si estende per centinaia di unità astronomiche nello spazio.