La terapia CAR-T è una delle forme più avanzate di immunoterapia oggi disponibili. Utilizza i linfociti T, cellule del sistema immunitario, che vengono prelevati dal sangue del paziente, modificati geneticamente in laboratorio e poi reinfusi nel paziente stesso. Grazie a questa modifica, le CAR-T sono in grado di riconoscere specifiche proteine presenti sulle cellule tumorali e attaccarle in modo mirato.
Negli ultimi anni, questa strategia ha mostrato risultati significativi nel trattamento di alcuni tumori del sangue, come linfomi e leucemie, offrendo risposte anche in pazienti che non avevano più altre opzioni terapeutiche disponibili.
Le immagini PET mostrano la risposta e la ricaduta
Le immagini PET pubblicate documentano il caso di un uomo di 60 anni affetto da linfoma diffuso a grandi cellule B. La prima scansione, precedente alla terapia CAR-T, mostra una diffusa presenza di lesioni tumorali in diverse aree del corpo. Dopo il trattamento, la seconda immagine evidenzia una risposta metabolica completa, con la scomparsa delle lesioni visibili nella scansione PET. Tuttavia, una successiva immagine indica una ricaduta della malattia.
Le immagini sono state pubblicate nella rivista scientifica Frontiers in Immunology come parte di una revisione che approfondisce il ruolo delle immagini PET nella valutazione della malattia e nella previsione dei risultati delle terapie CAR-T.
Le CAR-T sono disponibili in Italia
Le CAR-T sono già disponibili in Italia e vengono utilizzate in centri ospedalieri specializzati. Nel 2019, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità della prima terapia CAR-T per specifiche forme di leucemia e linfoma.
Nel febbraio 2026, l'AIFA ha annunciato la rimborsabilità di Carvykti per pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario, dopo almeno tre precedenti terapie. Questo ha rappresentato un passo importante nell'ampliamento dell'accesso a queste terapie innovative.
Non tutte le persone possono ricevere le CAR-T
Le CAR-T non sono una terapia universale per tutti i pazienti oncologici. Le indicazioni sono limitate a specifiche patologie e condizioni cliniche. Inoltre, l'uso per i tumori solidi è ancora in fase di sperimentazione e non rappresenta una pratica clinica consolidata.
Uno dei principali limiti è legato ai possibili effetti collaterali. La risposta del sistema immunitario può essere molto intensa e provocare reazioni infiammatorie importanti, complicazioni neurologiche, alterazioni delle cellule del sangue e infezioni.
Per questi motivi, le CAR-T vengono somministrate in strutture altamente specializzate, dove i pazienti possono essere monitorati attentamente e ricevere cure tempestive in caso di complicazioni.
La risposta completa non significa guarigione
La risposta metabolica completa osservata dopo la terapia CAR-T è un risultato molto positivo, ma non sempre coincide con la guarigione definitiva. Anche quando le lesioni tumorali non sono più visibili alla PET, esiste ancora la possibilità di una ricaduta.
Per questo motivo, i pazienti vengono sottoposti a controlli periodici e a un monitoraggio continuo per valutare l'eventuale ripresa della malattia.
La ricerca continua a migliorare le CAR-T
Nonostante i limiti attuali, la ricerca sulle CAR-T prosegue con l'obiettivo di renderle più efficaci e sicure. Gli scienziati stanno studiando nuove tecniche di ingegnerizzazione cellulare, strategie per ridurre gli effetti collaterali e approcci combinati con altre terapie.
La vera conquista della ricerca è aver trasformato alcune cellule del sistema immunitario in uno strumento terapeutico capace di offrire nuove possibilità a pazienti che, fino a pochi anni fa, avevano alternative limitate.