La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sta affrontando una perdita d'aria nella sezione PrK del modulo Zvezda del segmento russo, un problema noto da tempo. Roscosmos ha deciso di chiudere definitivamente questa sezione, rendendo più complicate le operazioni di rifornimento ma garantendo la sicurezza dell'equipaggio. La chiusura è prevista per il futuro immediato, salvo evacuazione di emergenza. La missione di rifornimento Progress MS-36 del mese prossimo attraccherà al modulo Poisk (MIM1) per lo scarico del carico. Anatoly Zak ha confermato che la navicella si separerà per effettuare il docking con la sezione PrK per correzioni orbitali. Roscosmos ha tentato di riparare le crepe, ma le operazioni sono state sospese senza risultati significativi. La vita operativa della ISS potrebbe essere estesa dal 2030 al 2032, con il rientro previsto dal 2031 al 2033. La NASA e Roscosmos non hanno annunciato pubblicamente la chiusura della sezione PrK per mantenere relazioni pacifiche.

Secondo quanto riportato da Notizie scientifiche, l'Europa sta cercando di ridurre la dipendenza da fornitori esterni, come SpaceX, per il trasporto di astronauti nello spazio. Durante il vertice dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) previsto per il 15 dicembre 2026 a Roma, i leader europei discuteranno il futuro dell'esplorazione spaziale. Josef Aschbacher, direttore generale dell'Esa, ha proposto di investire circa 10 miliardi di euro in dieci anni per sviluppare un sistema autonomo di trasporto umano nello spazio. L'Europa attualmente non dispone di un sistema autonomo completo per il trasporto di astronauti e utilizza principalmente i razzi europei Ariane 6 e Vega-C per garantire l'accesso indipendente allo spazio. L'Agenzia Spaziale Europea ha firmato un accordo con la società americana Vast per lo sviluppo delle stazioni Haven, con l'obiettivo di mantenere l'accesso europeo alla microgravità. Inoltre, l'ESA sta esplorando collaborazioni con Axiom Space e Starlab per garantire accesso alla microgravità dopo la ISS. Il CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) è coinvolto nello sviluppo di tecnologie per il trasporto spaziale riutilizzabile e ha completato test su microsatelliti e minilaboratori per esperimenti in microgravità. La ricerca italiana è considerata fondamentale per il futuro dell'industria spaziale e della tecnologia in orbita.

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