Due satelliti, una galassia e un ammasso di stelle, appena scoperti attorno alla Via Lattea, potrebbero rappresentare solo l’inizio di una nuova era dell’astronomia. A individuarli, come riportato dalla testata Space.com, è stato il Vera Rubin Observatory, un osservatorio astronomico all’avanguardia che ha appena iniziato la sua campagna osservativa decennale.
Le scoperte, descritte in due studi recentemente pubblicati su Research Notes of the Aas e The Astrophysical Journal Letters, rappresentano i primi satelliti della Via Lattea individuati grazie ai dati dell’osservatorio Rubin. La galassia, denominata Acquarius IV, è stata scoperta dal primo autore William Cerny, studente di astronomia alla Graduate School of Arts and Sciences dell’Università di Yale, mentre l’ammasso di stelle è stato individuato dal ricercatore dell’Università di Chicago Aashay Pai.
Il telescopio del Vera Rubin Observatory, entrato in funzione lo scorso anno, è uno dei più potenti al mondo, con un’apertura di 8,4 metri. “Ciò che trovo particolarmente entusiasmante è che queste scoperte rappresentino solo l’inizio per l’osservatorio Rubin”, ha dichiarato Cerny a Space.com.
Il telescopio sta infatti conducendo la Legacy Survey of Space and Time (Lsst), una campagna osservativa senza precedenti della durata di dieci anni. Lsst fotograferà ripetutamente l’intero cielo australe utilizzando una fotocamera da 3200 megapixel, la più grande mai realizzata per l’astronomia, con l’obiettivo di costruire un film dell’universo in continua evoluzione. Tra gli obiettivi scientifici della survey figura la mappatura dell’alone della Via Lattea, alla ricerca di sottostrutture e piccole galassie in orbita attorno alla nostra.
Acquarius IV si trova a oltre 350.000 anni luce dalla Terra. La galassia è stata scoperta analizzando i dati precoci del telescopio, che coprono solo il 7% del cielo notturno e sono stati ottenuti tra aprile 2025 e gennaio 2026. L’altro satellite, Rubin-GC1, è un ammasso globulare, ossia un insieme sferoidale di stelle tenute insieme dalla gravità.
Secondo alcune teorie, attorno a galassie come la Via Lattea potrebbero orbitare centinaia di satelliti. La sfida è però individuarli. Con l’entrata a regime della Legacy Survey of Space and Time, gli astronomi sperano di scoprire molte altre galassie satelliti e sottostrutture dell’alone galattico, contribuendo a rispondere a una delle domande fondamentali della cosmologia moderna.