Un lampo di raggi gamma osservato il 10 marzo 2026 si è rivelato molto più intenso di quanto inizialmente registrato. Il satellite Fermi della NASA ha scoperto l'evento, catalogato come Grb 260310A, un'esplosione associata al collasso di una stella di grande massa che ha lanciato nello spazio un getto di materia ed energia. Il fenomeno, durato circa 53 secondi, ha emesso un bagliore nei raggi gamma più brillante della galassia che lo ospitava.
Secondo quanto riportato dall’ANSA, il satellite ha osservato un bagliore ad alta energia, mentre le osservazioni successive dalla Terra hanno rilevato un comportamento anomalo. A settimane dall'esplosione iniziale la radiazione nei raggi X è aumentata invece di diminuire, rivelando che l'esplosione era molto più intensa di quanto apparisse. L'effetto di prospettiva ha fatto sì che la Terra vedesse il getto di sbieco, mentre se fosse stato diretto verso di noi avrebbe avuto un'intensità ancora maggiore.
Le osservazioni sono state condotte dall'Italia con il Large Binocular Telescope in Arizona, dal Very Large Array in Nuovo Messico, dall'Osservatorio di Calar Alto in Spagna, dal telescopio Chandra della NASA, dal satellite Xmm-Newton dell'Agenzia spaziale europea e dal satellite Einstein Probe della Cina.
Il gruppo di ricerca BHianca dell’Università di Roma Tor Vergata, finanziato dall’European Research Council (Erc), ha pubblicato lo studio su The Astrophysical Journal Letters. Roberto Ricci, coordinatore del gruppo, ha sottolineato l'importanza dei lampi gamma più insoliti per la comprensione dei fenomeni astrofisici.
Il fenomeno osservato è un afterglow, un bagliore che segue il lampo gamma e che può essere osservato in tutto lo spettro elettromagnetico. I lampi gamma sono brevi e intensi flash di luce ad altissima energia, associati all'esplosione di stelle massicce e alla formazione di buchi neri o stelle di neutroni.