Un meteorite marziano di 4,1 miliardi di anni, identificato come Teg 001, sta offrendo nuove evidenze sul passato di Marte, suggerendo che il pianeta potrebbe aver ospitato un ambiente più umido e simile alla Terra nelle sue prime fasi di evoluzione. La scoperta è stata riportata da un team di ricercatori di diversi centri di ricerca statunitensi e pubblicata la settimana scorsa su Science.

Secondo quanto riporta Space.com, il meteorite, che si stacca dalla superficie di Marte in seguito a un impatto e può cadere sulla Terra, è stato identificato in un campione rinvenuto nel deserto del Sahara. Carl Agee, direttore e curatore all’Institute of Meteoritics (Iom) della University of New Mexico (Unm) e coautore dello studio, spiega che il materiale è stato acquisito da un commerciante di meteoriti e successivamente analizzato dal team dell’Unm.

Le analisi condotte da Karen Ziegler, ricercatrice allo Iom e research professor al Department of Earth and Planetary Sciences della Unm, utilizzando la microsonda elettronica e la misurazione delle abbondanze isotopiche dell’ossigeno, hanno rivelato livelli elevati di ossido di manganese. Questo elemento è considerato un indicatore chiave di ambienti favorevoli alla vita, poiché la sua formazione è strettamente legata alla presenza di acqua e ossigeno.

Agee ha condiviso i risultati con Yang Liu del Jet Propulsion Laboratory della NASA, prima autrice dello studio. L’analisi dettagliata del campione ha permesso di individuare cristalli di zircone, un minerale utilizzato per la datazione delle rocce ignee. Attraverso la tecnica di datazione uranio-piombo, i ricercatori sono riusciti a datare il meteorite.

Secondo Agee, Teg 001 rappresenta uno dei meteoriti marziani più antichi finora identificati, risalente alle fasi iniziali di formazione del pianeta. «Teghaza 001 è costituito da un unico tipo di roccia incontaminata e risale a 4,1 miliardi di anni fa o più; è stata quindi una grande sorpresa. È la più antica roccia ignea marziana mai trovata con un margine enorme, ma oltre a ciò sembra avere questi indizi nella sua composizione che suggeriscono che sia stato in un ambiente in cui scorrevano fluidi e acqua», ha dichiarato Agee a Space.com.

La scoperta è particolarmente significativa poiché il meteorite conserva prove dell’interazione con fluidi sulla superficie di Marte miliardi di anni fa. La sua composizione isotopica e la presenza di minerali alterati suggeriscono che il pianeta rosso avesse condizioni ambientali molto diverse rispetto a quelle attuali.

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